Ciao cari amici lettori,

è un po’ che non scrivo sul mio blog, un po’ per impegni personali, un po’ lavorativi, un po’ perchè sono in una fase della mia vita in cui sto rimettendo alcune cose in discussione e, per poterlo fare fino in fondo, devo obbligatoriamente mettere in discussione anche quelle cose che in fondo ti fanno stare bene, proprio come il mio blog, strumento col quale sicuramente posso esprimermi sinceramente, senza costrizioni nè blocchi di alcun tipo.

Di opinione contraria sono stato da sempre su uno “strumento” che penso sia la rovina della società, dal punto di vista ovviamente non teconologico, non come scambio di informazioni, ma proprio sociale. Sappiamo di chi parlo e non mi dilungo in riflessioni.

Vi dico solamente che mi ero iscritto sotto “mentite spoglie” per provare un po’ il servizio e la tecnologia, visto che mi appassiona comunque, e per capire meglio anche “da dentro” cosa si provasse.

Bhè dopo solo pochi mesi, con il mio super numero di 5 amicizie, ho deciso di disattivare il mio account.

A voi le riflessioni…

Facebook Off

cameraavatar

Ciao amici lettori,

ieri sera sono tornato, dopo circa un anno,  ad uno dei più bei locali Jazz che abbia mai visto…il Blue Note di Milano !

Bluenote

Vi ricordo che le motivazioni di tanta stima sono dovute a molteplici fattori come la qualità dell’audio, inteso come impianti, dell’acustica del locale, del gioco di luci, non troppo forti, delle persone che lo frequentano ma, cosa più importante, della scelta dei musicisti.

La mia prima esperienza al Blue Note fu  quando, il 7 maggio scorso (2008), andai ad ascoltare dal vivo Scott Henderson (ricorderete il mio articolo su Scott Henderson) e rimasi già favorevolmente impressionato.

Ieri sera sono ritornato, grazie al regalo di un biglietto omaggio più consumazione, per il mio passato compleanno da parte di una persona a me cara. 

L’evento in questione è stata l’esibizione dei D’3 – Jorge Pardo, Francis Pose, Jose Vasquez

Trio D3

Un trio davvero molto brioso, frizzante e sicuramente divertente. La loro musica parte da un’impronta sicuramete Jazz, ma molto contaminata da tendenze spagnoleggianti, quindi sicuramente di fondamenta arabe. Non a caso aluni passaggi armonici richiamavano anche un po’ delle sfumature della musica classica napoletana. Jorge Pardo

 

 

Così ieri sera con questi ritmi flamenco-jazz mi sono crogiolato nell’essenza musicale coinvolgente di questo trio: 

Francis PoseJorge Pardo al sax tenore e flauto (anche un sopranino curvo, prima volta sentito suonare dal vivo, strumento molto molto raro), Francis Pose al contrabasso, Jose Vasquez alla batteria.

Jose VazquezTre musicisti formidabili che hanno saputo trovare il modo migliore per trasmettere ciò che loro davvero sono attraverso suoni e ritmi che appartengono ad una cultura molto vicina alla cultura di noi meridionali.

VISUALIZZA L’ALBUM COMPLETO !!!




Coffee Drink

Inserito originariamente da Elicus

Questo è un piccolo shot che riassume un po’ le mie vacanze natalizie.

In realtà pubblico questa foto perchè mi piace come è venuta, oltre ovviamente al suo significato di relax natalizio.
Colgo l’occasione per augurare a tutti voi, miei cari amici lettori, di iniziare nel migliore dei modi questo nuovo anno.

Saluti,
Elicus

Ciao cari amici,

anche quest’anno siamo arrivati sotto Natale, ma invece di scrivere un articolo inutile o quantomeno banale, voglio augurarvi a tutti voi un Felice Natale, fatto di tanta gioia e soprattutto riflessione, riportandovi alla mente alcune immagini che a volte ci sfuggono. Non angosciatevi con questo video, ma anzi sorridete, siate felici, perchè tanto avete e di questo dovete esserne fieri.

A Natale io dedicherò un mio pensiero anche a loro. Buone feste a tutti.

Io semplicemente… la adoro !

Venerdi scorso, 21 novembre 2008, si è tenuto uno degli eventi più interessanti a cui ho potuto assistere in questo ultimo periodo.

Si è trattato di un concerto che, a mio avviso, è stato davvero molto interessante e piaLuca Ciprianocevole.

La serata si è incentrata tutta intorno alla figura di un grande clarinettista dei nostri tempi. Luca Cipriano, un giovane di appena 26 anni, ha preparato uno dei programmi sicuramente più impegnativi, programma che richiede molto impegno e dedizione.

Sicuramente con molto coraggio e temerarietà ma con una forte preparazione alle spalle, Luca Cipriano ci ha regalato innumerevoli emozioni.

L’evento si è svolto all’Auditorium della RAI a Napoli, zona Fuorigrotta, che non pecca in acustica e che ha accolto con molto comfort le numerose persone tra amici, familiari e non solo, che hanno potuto gustare il programma preparato con tanta cura e dedizione.

Un ringraziamento va anche al Maestro Gaetano Russo, l’organizzatore dell’intera stagione concertistica, nonché Maestro anche del clarinettista Cipriano.

Il concerto si è aperto con i Clusterfour. I Clusterfour è un quartetto di clarinetti messo insieme appunto da Luca Cipriano e che già, nel giro di pochi anni, ha messo su un repertorio molto interessante, che spazia dalla musica classica (formazione prevalente dei quattro clarinettisti), la musica contemporanea, cameristica, jazz, e anche moderna.

Vincendo numerosi concorsi e partecipando a tantissimi eventi musicali, i Clusterfour sono già un nome e in Italia sono conosciuti da non pochi addetti ai lavori. Il quartetto vede nel suo organico fisso Luca Cipriano, Perla Cormani, Stefano Anania e Rina Mastrototaro.Clusterfour

Ieri sera il Quartetto ha aperto le danze deliziandoci con un’interpretazione impeccabile del brano “Canonic Suite” di Elliot Carter.

Dopo la fantastica esibizione è venuto il momento dell’encomiabile Luca Cipriano accompagnato sul palco dell’Auditorium da un’Orchestra degna di tale nome (Nuova Orchestra Scarlatti) e da una direttrice molto brava, e sicuramente bella, Gianna Fratta.

Il brano che ci ha proposto Cipriano è il “Concerto per Clarinetto e Orchestra” di Carl Nielsen, brano molto difficile ed impegnativo che pochi clarinettisti dei giorni nostri decidono di affrontare e portare in concerto, tra l’altro ad una velocità anche abbastanza sostenuta.

Inutile dire che l’esibizione è stata davvero unica nel suo genere e Luca Cipriano è stato sicuramente all’altezza dell’impegno che si è preso. Audace, ma sicuramente non novizio nel suo campo, ha portato l’intero concerto ad altissimi livelli e ha permesso a noi, pubblico anche abbastanza competente, di poter assaporare autenticità musicali che in poche occasioni si ha la fortuna di poter ascoltare.

Terminata l’esibizione come solista, Cipriano ha lasciato la Nuova Orchestra Scarlatti all’esecuzione di un pezzo solo orchestrale, il “Concerto per Archi” di Nino Rota. Anche in questo caso l’Orchestra ha dimostrato che la professionalità musicale non è un hobby ed è una conquista che si ottiene solo dopo anni di duro lavoro e preparazione.

Successivamente è rientrato il quartetto Clusterfour esibendosi con un pezzo scritto dallo stesso Luca Cipriano, presentato quindi anche come compositore, e riarrangiato (dallo stesso) per Quartetto e Orchestra. Il pezzo è Concert Suite (L. Cipriano).

L’intero concerto è stato un susseguirsi di emozioni e di delizie sonore. I Clusterfour, la Nuova Orchestra Scarlatti, la direttrice Gianna Fratta e il nostro eccezionale Luca Cipriano hanno dimostrato genialità, precisione e pulizia strumentale, nonché una cosa che a mio avviso è sempre la più importante… con la musica si può sognare e vivere più a lungo, viaggiando anche se si è fermi.

Ieri sera per me e sicuramente per tutte le altre persone così è stato.

Grazie Luca… grazie ragazzi !

Ciao Ragazzi,

è ormai da mesi che ho una tentazione alla quale non riesco più a resistere !

Non immaginate quanto desideravo farlo…

erg

Salve cari amici e lettori,

ormai è un po’ che non vi scrivo, ma forse avrete già appreso che sono dell’opinione (in alcuni casi) del poco ma buono :)

Eccoci di nuovo con una nuova storia da raccontare che non riguarda questa volta riflessioni od opinioni, ma è semplicemente un resoconto dell’ultima avventura vissuta dal sottoscritto… l’ho soprannominata “Il Trasfertone” !

Dovendo andare a Milano per motivi lavorativi, ho pensato di fare qualche foto in modo da condividere con voi i momenti e le varie fasi dei miei spostamenti.

In mattinata mi sono affrettato ad inserire le ultime cose nella valigia (termine esatto era “pressare”) ed ho aspettato il Taxi che mi ha accompagnato sino all’aeroporto di Fiumicino con una gara stile formula 1. Dopo il check-in entro in aereo e scopro di essere stato posizionato proprio sopra l’ala (ottima per le foto).

Decolliamo e inizio a fare qualche altro scatto… purtroppo non c’è nessun soggetto da fotografare e immortalo solo l’ala dell’aereo.

Ad un certo punto si inizia a vedere qualche forma, inizialmente indistinta, ma poi sempre più chiara… e mi rendo conto che stiamo sorvolando l’isola d’Elba !!!

Infine inizia la discesa e ormai il contatto con le campagne milanesi è più che evidente…

Inutile dirvi che ho passato molto tempo a lavorare, ma ci sono stati anche momenti di relax e di spensieratezza… un paio di cene fuori sicuramente mi hanno tirato su di morale.

La stanza non era affatto male…considerando che era un quattro stelle !

Arrivare al lavoro era un gioco da ragazzi, ovviamente con la macchina a noleggio potevo spostarmi come e quando volevo…

…mentre la sera tornavo a salutare i miei amici pesciolini in albergo!

Finita quest’avventura milanese ho fatto una sosta nei dintorni Bolognesi-Ferraresi a trovare un carissimo amico… l’amico Bruno !

Inutile dirvi che abbiamo fatto un flash back in totale spensieratezza !

Questo è stato un sunto molto molto ristretto della settimana trascorsa… ho avuto modo di riposarmi un po’ questo weekend, ma già è ricominciata una nuova avventura… probabilmente dovrò spostarmi ancora per un po’.

Vi aggiornerò strada facendo.

Il vostro,

Elicus.

Salve cari lettori,

ieri sera ho assistito ad un evento musicale molto interessante e divertente.

L’evento ha visto protagonisti i “Roma Brass Quintet”, un quintetto di ottoni composto da Massimo Bartoletti e Ermanno Ottaviani alle trombe, Marco Venturi al corno, Maurizio Persia al trombone e Augusto Mentuccia alla tuba.

Il quintetto nasce dalla fusione di questi musicisti molto validi provenienti da varie orchestre ed istituzioni come l’Accademia nazionale di S. Cecilia, l’Orchestra sinfonica della RAI, la Banda Nazionale dell’Arma dei Carabinieri.

Il repertorio presentato ieri sera è intitolato “L’opera, il musical, il cinema e le loro intramontabili melodie” e trattava colonne sonore di film ed eventi cinematografici famosi e anche la tradizione musicale associata alle opere. In particolare abbiamo assistito all’esecuzione del Barbiere di Siviglia (Rossini), la Strada (Rota), Moments (Morricone), Carmen (Bizet), West Side Story (Bernstein), Porgy and Bess (Gershwin), La vita è bella (Piovani), Cartoons Fantasy (Vari), Cinema (Piana).

Ciò che ha caratterizzato la serata sin dal primo momento è stato il modo frizzante di presentare i brani e la loro storia. Il quintetto infatti, oltre a proporre la semplice esecuzione dei vari brani, ha anche la prerogativa di fare una presentazione , un excursus sia sul pezzo e, cosa ancor più interessante, sui vari racconti o anche leggende che circondano la nascita e l’evoluzione storica dell’opera o del semplice brano.

Molto preparati dal punto di vista musicale, e non solo, i cinque ci hanno riservato una serata davvero molto piacevole e non senza colpi di scena. Durante le esecuzioni i musicisti si sono improvvisati anche attori impersonificando personaggi con un tono ironico… non sono mancate sicuramente gag, forse preparate prima… forse no. Sicuro il fatto che i primi a divertirsi sono stati loro, con uno spirito fresco e solare.

Tutto questo ha portato il pubblico ad essere partecipe attivamente a questa specie di teatrino comico, ma con uno sfondo di ottima musica, tendente soprattutto in qualche solo, a sonorità Jazz, genere che contraddistingue il quintetto, che normalmente si impegna a proporre al proprio pubblico.

Belle le interpretazioni dei pezzi di Rota e Morricone, delizievole esecuzione di Progy and Bess, un po’ spoglio di arrichimenti musicali e carente negli incastri invece Il barbiere di Siviglia; esilarante anche l’interpretazione delle Cartoons Fantasy, colonne sonore dei cartoni animati interpretate con buon gusto e miscelati in un’essenza Jazz, che è come sempre delizievole.

L’evento in generale è stato un successo e il pubblico ha apprezzato sicuramente le interpretazioni dei validi musicisti.

Ovviamente il dopo concerto è stato a base di delizie calabresi, offerte gentilmente dal nostro amico Stefano accompagnate da un ottimo vino di Montepulciano (da noi soprannominato “tritolo”, per ovvi motivi), produzione fatta in casa da un mio conoscente della zona e che spesso vado a trovare per rifornirmi.

Colgo l’occasione per mandare un abbraccio forte al mio amico secolare Luca Cipriotide e la sua girl, nonchè mia nuova amica, Pepita ! Grazie ragazzi per i bellissimi momenti che stiamo trascorrendo insieme !

Con questo vi saluto amici lettori e …

alla prossima !

Elicus.

Salve cari lettori, 

dopo un mio periodo di assenza ritorno qui, sul mio blog, come sempre, a rendervi partecipi dei miei pensieri e dei miei punti di vista.

Stamattina, alzandomi dal letto (dove ho dormito solo tre ore), mentre facevo alcune “operazioni” di routine mattutina, nella mia mente si andava formando una nuova teoria, molto interessante, dal mio punto di vista e sicuramente divertente.

Dopo averci pensato un po’ a caldo, mi sono effettivamente messo a ridere,  poi in realtà subito dopo sono divenuto nuovamente serio, perchè in fondo, quella che può sembrare una teoria del tutto assurda, potrebbe poi non esserlo così tanto.

La teoria si basa sul presupposto che ogni uomo vive per autodistruggersi, anche se questo accade in genere non consapevolmente.

Provate ad immaginare la vostra intera esistenza in funzione di questa ipotesi, e provate a far finta che la vostra mente, il vostro corpo, siano stati “progettati” in modo da assecondare questa misteriosa avventura. Effettivamente ogni azione che noi compiamo quotidianamente potrebbe essere vista sotto quest’ottica, pensate alle forti emozioni che ci piace vivere, pensate ad un semplicissimo rapporto di coppia, sicuramente fatto molto positivo a sostengo della mia tesi: in questo modo stiamo chiedendo ufficialmente alla persona dell’altro sesso di aiutarci a complicare la nostra esistenza, in modo da portare il nostro corpo e la nostra mente ad un grado di stress superiore, e quindi tendente all’autodistruzione.

Ma non solo, ogni cosa che effettivamente porta piacere al corpo, in contemporanea lo distrugge. Anche il rapporto sessuale in fondo, visto in un’ottica di riproduzione è una prova di questo. Stiamo ammettendo la nostra fragilità, e la nostra vera tendenza, ossia quella dell’autodistruggerci e procreiamo, non in funzione di una conservazione della nostra specie, ma a supporto di variabili che possano portarci ancora più facilmente al raggiungimento dell’autodistruzione.

Ogni azione, casuale o voluta, ci porta all’autodistruzione, e al compiacimento con noi stessi, perchè assecondanti alla verità superiore, che non comprendiamo fino in fondo.

Non parliamo degli errori. Chi lo dice che dagli errori si impara? Quelli che noi chiamiamo errori, in fondo sono solo dei punti di vista soggettivi che hanno portato in qualche modo il nostro Io all’avvicinamento di quella condizione di corrosione che è la nostra meta finale. Ma chi impara dai propri “errori” non è detto che è immune ad essi e in più sembra che si ripresentanto sempre l’uno dopo l’altro, sistematicamente e quindi abbiamo bisogno di scatenare quello che è  l’insegnamento. Ma vi chiedete perchè le persone fanno sempre gli stessi errori, visti però da un punto di vista soggettivo e personale?

Perchè ogni uomo ha un suo modo per tendere all’autodistruzione, ed è determinato. Ecco perchè ogniuno fa sempre un tipo di percorso. 

L’uomo, tende all’autodistruzione e il semplice fatto di apparire in controtendenza, ossia nel voler tendere alla propria conservazione risulta essere una prova di questo. Andando a rallentare quel processo naturale, volendolo contrastare, si rende il tutto ancora più complesso, in un processo che innalza ad altissimi livelli l’energia e quindi il consumo di se stessi. 

Il principio di autoconservazione è una prova tangibile della nostra tendenza all’autodistuzione.

Con questo spero di avervi fatto almeno sorridere, così come ho fatto io stamani. Non sto mettendo assolutamente in discussione altre tesi, ma solo esporvi ciò che la mia mente contorta pensa in qualche momento di libertà.

Un abbraccio, Elicus.

Pagina Successiva »