Di Raffaele Mastrolonardo

30/10/2007 – 12:04

La Guardia di Finanza di Melegnano ha denunciato 4 persone con l’accusa di avere distribuito materiale coperto da diritto d’autore. Sequestrati oltre 120 mila file illegali. I denunciati a rischio multe da 12 a 125 milioni di euro.

Fino a 125 milioni di euro di multa. E’ questa una delle prospettive che devono contemplare 4 persone denunciate dalla Guardia di Finanza di Melegnano, nel milanese, a seguito di una perquisizione. Gli individui, di età compresa tra i 30 e i 45 anni, sono stati trovati in possesso di oltre 120 mila opere, per lo più brani musicali. Tra questi, fa sapere una nota delle Fiamme Gialle, si segnalano “le discografie complete di noti artisti quali Vasco Rossi, Madonna, U2, Zucchero, Elisa e altri”, oltre a numerosi film di recente produzione, applicazioni per pc e videogames.
Oltre alla multa, i 4 rischiano una pena fino a 3 anni di reclusione, in quanto, secondo la Guardia di finanza, il fine di quest’attività di scaricamento e condivisione sarebbe da identificarsi nel lucro. I denunciati avrebbero cioè superato quel confine che, nella normativa italiana sulla pirateria, fa scattare la denuncia penale.

Comprensibilmente l’operazione ha raccolto il plauso della Fimi, la federazione dei produttori musicali italiani. “Le istituzioni e le forze di polizia hanno ormai preso atto che la pirateria digitale non è un problema di quattro ragazzetti che scaricano a sbafo ma una seria minaccia per l’industria della creatività” ha sottolineato Enzo Mazza, Presidente della Fimi, in un comunicato distribuito ieri. “Colpire i grandi spacciatori di musica illegale – ha aggiunto Mazza – costituisce un segnale di fermezza contro una crescente attività organizzata che causa notevoli danni ai nuovi business model della musica in rete”.
La notizia della denuncia arriva pochi giorni dopo l’annuncio da parte delle autorità inglesi della chiusura di OiNK, il famoso ed esclusivo servizio p2p che offriva album musicali in pre-release, cioè ancor prima della data di lancio ufficiale. Il caso italiano riguarda invece casi di dowload e distribuzione di album già in vendita attraverso i normali (e decisamente meno esclusivi) circuiti di condivisione di file.

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