“In questa lavanderia solo bianchi”.

Frase oggi giorno alquanto provocatoria, forse un po’ equivoca ma fino a poche decine di anni fa sicuramente era un fatto normale leggerla per le strade di molte citta’ degli Stati Uniti. Oggi quasi potremmo arrivare a credere che in quella lavanderia si possono lavare solo capi bianchi e non colorati, ma il senso utilizzato per quei cartelli era sicuramente diverso. Tutto cio’ avveniva in un’America in forte crescita, in un Paese dove la Ford dava la sua impronta decisiva all’economia, dove la macchina bellica industriale non stava mai ferma e dove c’era un forte odio razziale , specificamente accanimento contro la popolazione (gran parte) di colore. E’ sempre stata una contraddizione, sicuramente da parte di un popolo che si e’ formato proprio sulla base di conquiste e imposizioni. Un popolo che storicamente non ha una radice singola, ma nasce come fusione di tradizioni diverse.

Oggi finalmente accade un evento che sicuramente restera’ sui libri di storia. Un evento che fa capire quanto il mondo intero si sia evoluto e quanto e’ importante far cadere inutili, ridicole barriere.

Oggi i Democratici vedono Obama come vincitore per la nomination presidenziale, colui che dovra’ sfidare il Repubblicano McCain. Obama ha dato una forte speranza ai tanti americani che hanno creduto in lui, tutti quegli americani che credono nella vera svolta nel mutamento radicale di un Paese che da anni sembra caduto in un gioco di tensioni e poteri interrotto da qualche atto scandalistico. Gli americani credono nella forza di una riforma sociale/politico ma soprattutto culturale, per questo non e’ stato difficile far capire quanto fosse importante un cambiamento, il vecchio Bush, o anche il vecchio Clinton oggi lasciano il passo ad un giovane che ha tanta voglia e tante motivazioni per cambiare la direzione di questo vecchio treno.

Hillary Clinton pero’ non sembra convinta (ne’ forse si e’ convinta) del risultato ottenuto. Anche se i numeri hanno parlato chiaro, lei continua a dar filo da torcere ad Obama , il quale invece tende la mano per una alleanza forte contro il vero nemico , ossia McCain.

Comunque vada a finire, il fatto storico rimane. L’america ha un nuovo volto, almeno per la candidatura, da mostrare su poster propagandistici. Un volto di un uomo di colore che sorride e fa capire al mondo intero che si puo’ cambiare, si puo’ tendere a quel sogno che molti cittadini del mondo inseguono, ad un’america nuova… l’America che vogliamo!

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