Autore: Elicus

Ieri sera, 08 agosto 2008, si è tenuto in Villa Celimontana a Roma il concerto di Enrico Rava con la sua formazione in occasione del Festival Jazz.

In realtà più che di formazione potremmo parlare di aggregazione di musicisti Jazz, dal momento che nelle tre serate consecutive in cui Rava si è esibito in Villa Celimontana, la formazione è stata cambiata di volta in volta.

Nell’occasione di ieri in particolare, oltre ad Enrico Rava, che faceva per l’occasione anche da direttore, vi erano quasi tutti musicisti giovanissimi, ragazzi molto bravi con la voglia di suonare e soprattutto di fare Jazz. Alla batteria c’era Fabrizio Sferra, al contrabasso Stefano Nenni, un bravissimo Giovanni Guidi al piano e Claudio Quartarone alla chitarra. Per i fiati Rava alla Tromba, Dan Kinzelman al sax tenore, Daniele Tintarelli al sax alto, Mauro Ottolini al trombone.

Una formazione abbastanza numerosa considerato l’evento, probabilmente non facile da gestire o da coordinare. Ottimo il lavoro di Rava nell’incastrare le sonorità, i fraseggi e la scelta di strumenti.

Compito sicuramente non facile per il maestro di tromba jazz: ragazzi molto bravi, con ottimo intuito del jazz e con una buona preparazione, si sono trovati tutti insieme su un palco non facile da gestire e con un pubblico sicuramente esigente.

L’intero concerto è filato liscio senza intoppi o problemi e la musica ha raggiunto livelli altissimi, soprattutto con gli interventi, tra l’altro non molto frequenti di Rava, ma molti intensi.

Elemento da considerare fondamentale è la scelta del genere. Non stiamo parlando infatti del Jazz classico, tradizionale, né di un cool Jazz o di swing. La sua ieri è stata una musica che potremmo definire una sorta di Jazz-Fusion, ovviamente da non confondere con la fusion di altri grandi musicisti. La musica ascoltata ieri potrebbe essere riconducibile alle sonorità di Zurzolo, quel misto di musica etnica che va dal suono puro meridionalista alle tendenze mediorientali, tutto ovviamente in chiave moderna e parafrasata con elementi consistenti del Jazz.

Questa, la musica di Rava, è forse per molti il nuovo Jazz, che probabilmente del puro Jazz non ha molto, a meno di alcune strutture, ma sicuramente una nuova frontiera, una nuova intuizione, che svincola il musicista dalla semplice esecuzione di un canto, di un riff, o di una struttura armonica precostituita o banale, se non addirittura scontata. Si raggiungono infatti col Rava-Jazz picchi di elevatissimo purismo musicale, eccezionale ieri l’interpretazione del maestro, impeccabile. Ottimi gli interventi del trombonista che con la sua creatività e vigore hanno esaltato il pubblico di Villa Celimontana. Buone le esecuzioni, anche se un po’ scolastiche, dei sassofoni di Kinzelman e Tintarelli ma i due giovani hanno dimostrato di avere tanto vigore e spirito musicale e quindi tutte le carte per poter crescere e maturare quell’elemento che forse rende ancor più interessante il Jazz…ossia l’esperienza.

Una nota particolare va alla chitarra di Claudio Quartarone all’inizio molto timida e quasi nascosta dalla potenza dei fiati, ma quando il chitarrista è stato chiamato in causa, subito dopo la pausa, ha dato prova di se stesso, dimostrando a tutti noi, a quel pubblico esigente qual eravamo, che anche una chitarra classica può reggere il confronto con quegli strumenti che hanno fatto la storia del jazz come tromba, trombone e sassofono (e anche il piano). Le sue armonie hanno fatto da tappeto per tutto il concerto ai fiati mentre essi parlavano e le sue note sono state ricche di espressione e passione. Anche Giovanni Guidi al piano non è stato da meno, molto virtuoso nell’interpretazione e nell’esecuzione molto abile e agile nei fantastici pezzi che ieri hanno addolcito sicuramente le nostre orecchie. Contrabbasso e batteria hanno fatto ovviamente da collante in tutta la serata, essenziali per il complesso, hanno mantenuto la sezione ritmica composta e pulita e hanno dimostrato di avere anche loro la giusta dose di improvvisazione jazz durante gli assoli che si sono susseguiti l’uno dopo l’altro.

Insomma un evento sicuramente da vivere, che ho vissuto in prima persona con il piacevolissimo accompagnamento del mio amico Luca Cipriano (eccezionale “Maestro” clarinettista sul quale un giorno scriverò un articolo). Udibile qualche leggera critica nel pubblico, ma in generale il complesso ha soddisfatto la maggior parte delle persone che hanno più volte dimostrato con applausi, ovazioni, e urla di incitamento di essere interessati e disponibili a questo sperimentalismo jazzistico, a questa nuova frontiera del jazz…. Al Jazz di Enrico Rava.

Grazie Enrico.

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