Divertimento


Essendo nel periodo di Carnevale, ho pensato… perchè non fare proprio una bella lasagna?

 

Ed allora… eccovi i pochi passi per preparare una lasagna molto sobria, ma al contempo buonissima (e posso garantire di persona)!

– preparare il ragù, con la ricetta che meglio preferite;

– lessare le sfoglie di pasta all’uovo in acqua bollente con sale;

– procedere a strati: prima sugo, poi sfoglie, poi sugo, poi mozzarella e ricotta con una grattata di parmigiano ed infine di nuovo sfoglie;

– fare quanti strati vi fa più piacere (io ne ho fatti 5) e ricoprite il tutto con altro sugo (ed aggiunta di un po’ di sugo fresco) e ricoprire con parmigiano e basilico.

 

Ed a voi…  l’opera d’arte!!! E’ buonissima!!

Ah, vi ho mostrato anche cosa fare “dopo”… PULITE LA CUCINA !!! 😀

Saluti a tutti.

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Ciao amici lettori,

ieri sera sono tornato, dopo circa un anno,  ad uno dei più bei locali Jazz che abbia mai visto…il Blue Note di Milano !

Bluenote

Vi ricordo che le motivazioni di tanta stima sono dovute a molteplici fattori come la qualità dell’audio, inteso come impianti, dell’acustica del locale, del gioco di luci, non troppo forti, delle persone che lo frequentano ma, cosa più importante, della scelta dei musicisti.

La mia prima esperienza al Blue Note fu  quando, il 7 maggio scorso (2008), andai ad ascoltare dal vivo Scott Henderson (ricorderete il mio articolo su Scott Henderson) e rimasi già favorevolmente impressionato.

Ieri sera sono ritornato, grazie al regalo di un biglietto omaggio più consumazione, per il mio passato compleanno da parte di una persona a me cara. 

L’evento in questione è stata l’esibizione dei D’3 – Jorge Pardo, Francis Pose, Jose Vasquez

Trio D3

Un trio davvero molto brioso, frizzante e sicuramente divertente. La loro musica parte da un’impronta sicuramete Jazz, ma molto contaminata da tendenze spagnoleggianti, quindi sicuramente di fondamenta arabe. Non a caso aluni passaggi armonici richiamavano anche un po’ delle sfumature della musica classica napoletana. Jorge Pardo

 

 

Così ieri sera con questi ritmi flamenco-jazz mi sono crogiolato nell’essenza musicale coinvolgente di questo trio: 

Francis PoseJorge Pardo al sax tenore e flauto (anche un sopranino curvo, prima volta sentito suonare dal vivo, strumento molto molto raro), Francis Pose al contrabasso, Jose Vasquez alla batteria.

Jose VazquezTre musicisti formidabili che hanno saputo trovare il modo migliore per trasmettere ciò che loro davvero sono attraverso suoni e ritmi che appartengono ad una cultura molto vicina alla cultura di noi meridionali.

VISUALIZZA L’ALBUM COMPLETO !!!

Io semplicemente… la adoro !

Ciao Ragazzi,

è ormai da mesi che ho una tentazione alla quale non riesco più a resistere !

Non immaginate quanto desideravo farlo…

erg

Salve cari lettori, 

dopo un mio periodo di assenza ritorno qui, sul mio blog, come sempre, a rendervi partecipi dei miei pensieri e dei miei punti di vista.

Stamattina, alzandomi dal letto (dove ho dormito solo tre ore), mentre facevo alcune “operazioni” di routine mattutina, nella mia mente si andava formando una nuova teoria, molto interessante, dal mio punto di vista e sicuramente divertente.

Dopo averci pensato un po’ a caldo, mi sono effettivamente messo a ridere,  poi in realtà subito dopo sono divenuto nuovamente serio, perchè in fondo, quella che può sembrare una teoria del tutto assurda, potrebbe poi non esserlo così tanto.

La teoria si basa sul presupposto che ogni uomo vive per autodistruggersi, anche se questo accade in genere non consapevolmente.

Provate ad immaginare la vostra intera esistenza in funzione di questa ipotesi, e provate a far finta che la vostra mente, il vostro corpo, siano stati “progettati” in modo da assecondare questa misteriosa avventura. Effettivamente ogni azione che noi compiamo quotidianamente potrebbe essere vista sotto quest’ottica, pensate alle forti emozioni che ci piace vivere, pensate ad un semplicissimo rapporto di coppia, sicuramente fatto molto positivo a sostengo della mia tesi: in questo modo stiamo chiedendo ufficialmente alla persona dell’altro sesso di aiutarci a complicare la nostra esistenza, in modo da portare il nostro corpo e la nostra mente ad un grado di stress superiore, e quindi tendente all’autodistruzione.

Ma non solo, ogni cosa che effettivamente porta piacere al corpo, in contemporanea lo distrugge. Anche il rapporto sessuale in fondo, visto in un’ottica di riproduzione è una prova di questo. Stiamo ammettendo la nostra fragilità, e la nostra vera tendenza, ossia quella dell’autodistruggerci e procreiamo, non in funzione di una conservazione della nostra specie, ma a supporto di variabili che possano portarci ancora più facilmente al raggiungimento dell’autodistruzione.

Ogni azione, casuale o voluta, ci porta all’autodistruzione, e al compiacimento con noi stessi, perchè assecondanti alla verità superiore, che non comprendiamo fino in fondo.

Non parliamo degli errori. Chi lo dice che dagli errori si impara? Quelli che noi chiamiamo errori, in fondo sono solo dei punti di vista soggettivi che hanno portato in qualche modo il nostro Io all’avvicinamento di quella condizione di corrosione che è la nostra meta finale. Ma chi impara dai propri “errori” non è detto che è immune ad essi e in più sembra che si ripresentanto sempre l’uno dopo l’altro, sistematicamente e quindi abbiamo bisogno di scatenare quello che è  l’insegnamento. Ma vi chiedete perchè le persone fanno sempre gli stessi errori, visti però da un punto di vista soggettivo e personale?

Perchè ogni uomo ha un suo modo per tendere all’autodistruzione, ed è determinato. Ecco perchè ogniuno fa sempre un tipo di percorso. 

L’uomo, tende all’autodistruzione e il semplice fatto di apparire in controtendenza, ossia nel voler tendere alla propria conservazione risulta essere una prova di questo. Andando a rallentare quel processo naturale, volendolo contrastare, si rende il tutto ancora più complesso, in un processo che innalza ad altissimi livelli l’energia e quindi il consumo di se stessi. 

Il principio di autoconservazione è una prova tangibile della nostra tendenza all’autodistuzione.

Con questo spero di avervi fatto almeno sorridere, così come ho fatto io stamani. Non sto mettendo assolutamente in discussione altre tesi, ma solo esporvi ciò che la mia mente contorta pensa in qualche momento di libertà.

Un abbraccio, Elicus.

Tramonto a Pioppi

Tramonto a Pioppi

Ciao a tutti,

con questa foto artistica immortalata sulle spiaggie del cilento (Pioppi) voglio esprimere ciò che si prova in questo periodo dell’anno, almeno di questo anno. Molte amici e conoscenti, infatti, hanno portato a termine o stanno per farlo, il loro periodo di relax estivo.

Chi in spiaggia, chi in montagna o con un viaggio, chi addirittura a casa, hanno trovato un modo per poter “staccare la spina”. Io personalmente ho fatto una “sosta freelance”. Lo descrivo così il mio periodo di vancanza estivo. Ho interpretato un po’ a naso, seguendo l’istinto, dove potermi spostare e muovere, senza progettare nulla, decidendo giorno per giorno dove trascorrere la mia vacanza.

La foto in visione l’ho scattata a Pioppi durante un bellissimo tramonto. Peccato che non ha definizione altissima a causa della mia compatta, ma la foto vale in pieno per il contenuto artistico e l’attimo catturato.

Sto facendo una raccolta di foto artistiche su Flickr che poi provvedero a pubbilicare. Ancora non so se metterò il link o esiste un modo per integrarlo direttamente col blog. Vedrò e vi farò sapere.

Per ora vi saluto e torno alle mie faccende lavorative ma vi ricordo che anche se il topic di questo post può sembrare triste, in realtà è solo un titolo.

Cari amici è finita l’estate ma non la gioia di vivere, divertirsi e stare bene con se stessi e con chi ci sta intorno.

Un abbraccio,

il vostro blogmaster,

Elicus.

Autore: Elicus

Ieri sera, 08 agosto 2008, si è tenuto in Villa Celimontana a Roma il concerto di Enrico Rava con la sua formazione in occasione del Festival Jazz.

In realtà più che di formazione potremmo parlare di aggregazione di musicisti Jazz, dal momento che nelle tre serate consecutive in cui Rava si è esibito in Villa Celimontana, la formazione è stata cambiata di volta in volta.

Nell’occasione di ieri in particolare, oltre ad Enrico Rava, che faceva per l’occasione anche da direttore, vi erano quasi tutti musicisti giovanissimi, ragazzi molto bravi con la voglia di suonare e soprattutto di fare Jazz. Alla batteria c’era Fabrizio Sferra, al contrabasso Stefano Nenni, un bravissimo Giovanni Guidi al piano e Claudio Quartarone alla chitarra. Per i fiati Rava alla Tromba, Dan Kinzelman al sax tenore, Daniele Tintarelli al sax alto, Mauro Ottolini al trombone.

Una formazione abbastanza numerosa considerato l’evento, probabilmente non facile da gestire o da coordinare. Ottimo il lavoro di Rava nell’incastrare le sonorità, i fraseggi e la scelta di strumenti.

Compito sicuramente non facile per il maestro di tromba jazz: ragazzi molto bravi, con ottimo intuito del jazz e con una buona preparazione, si sono trovati tutti insieme su un palco non facile da gestire e con un pubblico sicuramente esigente.

L’intero concerto è filato liscio senza intoppi o problemi e la musica ha raggiunto livelli altissimi, soprattutto con gli interventi, tra l’altro non molto frequenti di Rava, ma molti intensi.

Elemento da considerare fondamentale è la scelta del genere. Non stiamo parlando infatti del Jazz classico, tradizionale, né di un cool Jazz o di swing. La sua ieri è stata una musica che potremmo definire una sorta di Jazz-Fusion, ovviamente da non confondere con la fusion di altri grandi musicisti. La musica ascoltata ieri potrebbe essere riconducibile alle sonorità di Zurzolo, quel misto di musica etnica che va dal suono puro meridionalista alle tendenze mediorientali, tutto ovviamente in chiave moderna e parafrasata con elementi consistenti del Jazz.

Questa, la musica di Rava, è forse per molti il nuovo Jazz, che probabilmente del puro Jazz non ha molto, a meno di alcune strutture, ma sicuramente una nuova frontiera, una nuova intuizione, che svincola il musicista dalla semplice esecuzione di un canto, di un riff, o di una struttura armonica precostituita o banale, se non addirittura scontata. Si raggiungono infatti col Rava-Jazz picchi di elevatissimo purismo musicale, eccezionale ieri l’interpretazione del maestro, impeccabile. Ottimi gli interventi del trombonista che con la sua creatività e vigore hanno esaltato il pubblico di Villa Celimontana. Buone le esecuzioni, anche se un po’ scolastiche, dei sassofoni di Kinzelman e Tintarelli ma i due giovani hanno dimostrato di avere tanto vigore e spirito musicale e quindi tutte le carte per poter crescere e maturare quell’elemento che forse rende ancor più interessante il Jazz…ossia l’esperienza.

Una nota particolare va alla chitarra di Claudio Quartarone all’inizio molto timida e quasi nascosta dalla potenza dei fiati, ma quando il chitarrista è stato chiamato in causa, subito dopo la pausa, ha dato prova di se stesso, dimostrando a tutti noi, a quel pubblico esigente qual eravamo, che anche una chitarra classica può reggere il confronto con quegli strumenti che hanno fatto la storia del jazz come tromba, trombone e sassofono (e anche il piano). Le sue armonie hanno fatto da tappeto per tutto il concerto ai fiati mentre essi parlavano e le sue note sono state ricche di espressione e passione. Anche Giovanni Guidi al piano non è stato da meno, molto virtuoso nell’interpretazione e nell’esecuzione molto abile e agile nei fantastici pezzi che ieri hanno addolcito sicuramente le nostre orecchie. Contrabbasso e batteria hanno fatto ovviamente da collante in tutta la serata, essenziali per il complesso, hanno mantenuto la sezione ritmica composta e pulita e hanno dimostrato di avere anche loro la giusta dose di improvvisazione jazz durante gli assoli che si sono susseguiti l’uno dopo l’altro.

Insomma un evento sicuramente da vivere, che ho vissuto in prima persona con il piacevolissimo accompagnamento del mio amico Luca Cipriano (eccezionale “Maestro” clarinettista sul quale un giorno scriverò un articolo). Udibile qualche leggera critica nel pubblico, ma in generale il complesso ha soddisfatto la maggior parte delle persone che hanno più volte dimostrato con applausi, ovazioni, e urla di incitamento di essere interessati e disponibili a questo sperimentalismo jazzistico, a questa nuova frontiera del jazz…. Al Jazz di Enrico Rava.

Grazie Enrico.

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