Ciao a tutti,

anche se in questo periodo potrà sembrare che vi ho abbandonato non è affatto così.

Anche queste feste sono praticamente volate via, tra i regali, i saluti, i festeggiamenti e i mille e mille caffè presi (molti offerti).

La mia terra è così calda, sia nel senso “metaforico”, sia in quello climatico. Lo dimostrano le calde foto scattate in questi giorni giù a Pompei. Purtroppo una nota grigia a mio rammarico la devo fare… sono rimasto scioccato dai chili e chili di monnezza presente per le strade soprattutto nel napoletano. E’ un qualcosa che mi dispiace tantissimo, ma che vuoi fare… bisognerebbe partire dalla radice dei problemi, ma le forze sono davvero enormi!

In ogni caso sono stato bene tra la mia gente e colgo l’occasione per salutare qui, nel mio Blog, parenti e amici che mi hanno fatto passare delle belle feste.

Signori… sono partito con un sole che spaccava le pietre da Pompei ed eccovi il panorama che mi si presenta ora, qui, nel Monzese , da casa mia!!!

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rivelazioni_natale02.jpg di Francesca Giugliano

Si avvicina il Natale e tutti, buoni e cattivi, ci lasciamo trasportare dalla sua magica atmosfera.
In Italia non c’è lavoro, i soldi non girano, l’inflazione è aumentata….eppure a Natale quest’alone di problemi scompare.
Per le strade io vedo tanta gente con buste e regali, nei supermercati bisogna fare file enormi per acquistare miriadi di cose che poi in fondo non sono così necessarie, ma che appagano la nostra mania di comprare. Del traffico di questi giorni poi, manco a parlarne: ogni membro di una famiglia oggigiorno ha la sua automobile personale.
Insomma io tutta quest’aria di crisi non la respiro!!!
Mi chiedo se forse non entrino in gioco, soprattutto a Natale, i nostri desideri infantili di volere sempre di più, di non accontentarci mai, di acquistare il telefonino all’ultima moda o il televisore al plasma (perchè in effetti ti dissangua) ultrasottile. Forse è la nostra smania di spendere che ci lascia con pochi soldi in tasca, forse dovremmo accontentarci di un Natale da passare in salute innanzitutto e poi da gustare con la nostra famiglia, come facevano i nostri nonni, che hanno “campato” bene senza quel mostro che ci divora, dal nome di CONSUMISMO.